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Le varietà di uva giocano un ruolo fondamentale nella produzione di vini di alta qualità. Uno dei vitigni più interessanti è il Catarratto, coltivato in un vigneto situato a 320 metri di altitudine, conosciuto come Lago Arancio. Questo vino è un esempio di come la terroir possa influenzare il prodotto finale. La produzione di vino da questo vitigno è caratterizzata da un contenuto di solfiti che è inferiore a 10 mg, rendendolo una scelta ideale per chi cerca un'opzione più naturale.
Il rendimento per ettaro è di circa 60 tonnellate, il che rende questo vitigno molto produttivo. La vendemmia avviene manualmente il 10 settembre, con l'uva raccolta in piccole casse da 20 kg per preservare la freschezza e la qualità delle uve. Una volta raccolte, le uve subiscono una macerazione di 25 giorni sulle bucce in acciaio inox, un processo che contribuisce a sviluppare la complessità del vino.
Il vino ottenuto dal Catarratto presenta una gradazione alcolica di 12,5 % vol. e si distingue per il suo color arancione intenso. Al naso, offre un bouquet di frutta fresca, fiori selvatici, erba tagliata e note di camomilla e miele d'arancia, rendendolo estremamente invitante. Al palato, il vino è caratterizzato da una grande finezza, una armonia perfetta e un gusto persistente che dura a lungo.
Per esaltare al meglio le qualità di questo vino, si consiglia di abbinarlo a piatti come spaghetti con ragù di triglia (preparato con pomodoro giallo), polvere di lime nero e petali di mandorle tostate. Questa combinazione di sapori arricchisce l'esperienza di degustazione, creando un equilibrio perfetto tra il vino e il cibo. In conclusione, il Catarratto è una varietà che merita attenzione, non solo per la sua storia, ma anche per il suo potenziale nel panorama vinicolo contemporaneo.